Passi musicali…
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PLAY…scendo di macchina, cuffie nelle orecchie, musica che sgorga dal cellulare caricato con gli mp3 preferiti, cappello calcato sulla testa, borsa a tracolla e via per le vie del centro, controvento, a passo svelto, verso l’ufficio, un buon chilometro di scarpinata prima di arrivare, circa tre canzoni…
Com’è piacevole abbandonarsi alla musica, seguire il ritmo con i passi, mettere da parte i pensieri e guardare la città e le persone che si muovono davanti ai miei occhi con la mia colonna sonora che li guida verso la loro vita… persone che per pochi secondi entrano far parte del tuo percorso e poi scompaiono…chissà se anche loro hanno pensato la stessa cosa di me?
Aumento il passo, è cambiato il ritmo della musica, supero sconosciuti che camminano più lenti di me, aggiusto la borsa che continua a venire in avanti e ad intralciarmi…queste cuffie non sono il massimo della vita, sembra di essere sott’acqua, fanno un vuoto negli orecchi a tratti fastidioso e anche se il suono è molto buono le mie orecchie fanno di tutto per espellerle…mi mancano quelle del vecchio cell…che si deve fare? Dice che queste sono migliori…mah…ho delle perplessità al riguardo…ecco la bottega, mi tocca spengere la musica…PAUSE…ed in fondo alla strada vedo la vecchietta che delle volte è servita prima di me…entro prima ioe a questo giro l’ho fregata!! le ci vuole una vita per comprare mezzo negozio!!!…un pezzettino di questo e poi un pezzettino di quest’altro, non finisce più di pezzettini di qualsiasi cosa!!!…”Buongiorno, un panino prosciutto crudo e pecorino, fatto con le fette di pane se possibile”…il bottegaio si comporta come se mi vedesse per la prima volta, anche se almeno una volta alla settimana vado da lui e gli chiedo sempre la solita cosa, talvolta con la variante del mezzo chilo di pane in più…e poi com’è lento, mammamia! Ci mette più lui a farmi il panino che io a fare quel chilometro a piedi!!! Ecco, fatto, pago, saluto, esco, ricalzo le cuffie e di nuovo PLAY…manca poca strada ormai…probabilmente passando di lì l’allungo un po’, ma a parte l’esigenza del panino, avevo voglia di passare di là, l’altra strada è più buia, rimane quasi tutta in ombra ed ho bisogno di qualche raggio di sole, anche se a quest’ora è presto perché scaldi, giusto per accontentare la mia vena metereopatica… Chissà cosa c’era prima dietro questo bandone? Sembra che non lo apra più nessuno da 30 anni!! E questo vecchietto in bici con un nipote nel seggiolino davanti e uno dietro? Come fa a non cadere? il selciato è sconnesso in alcuni punti…io sarei già volata in terra…e poi i bambini entrano a quest’ora a scuola? Direi di sì vista la mandria di mamme, bambini, e parenti che si dirige nella mia stessa direzione…tutti ora…ecco il portone, via dentro, scalini a due a due, eccomi arrivata, tolgo una cuffia, la lascio penzolare, “Buongiornooo!!” urlo, esce Giovanni dalla sua stanza e mi saluta, percorro il corridoio, saluto i colleghi nelle varie stanze, ed eccomi arrivata nel mio ufficio…STOP
…e la giornata lavorativa così ha inizio…
Patty :O)



…Tic tac…tic tac… il tempo passa…la verità per quanto cruda si avvicina…non so se la potrò sopportare…non so se i miei nervi cederanno definitivamente…tic tac manca poco più di un giorno a venerdi mattina ed io non oso pensare, supporre, tirare conclusioni…potrà esserci una speranza? potrò di nuovo tornare a vivere per altri mesi? Il mio cervello va come in tilt al pensiero che non si possa più fare niente…non è possibile…non può accadere…come potrei mai tornare a sorridere se dovessi perdere la persona che più di tutti mi ha amato? Che vita sarebbe? Ogni tanto mi vengono in mente flashback della mia infanzia, come fermo immagini cristallizzate nel tempo, di lei che mi coccola, che mi fa addormentare cullandomi distesa sul cuscino, che mi guarda con quello sguardo carico di amore che solo gli occhi di mamma posseggono…

































